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Leggi l'intervista a Damiano dei Damien*
Questo è solo un breve paragrafo riguardo a niente, ma suona pieno di speranza e mi piace. Vivrò al di fuori dei miei segreti e dormirò con la porta aperta di notte, e quando tu arriverai e busserai io risponderò: vieni dentro è aperto”. Esordiscono così i Damien, sfidando anche la vista più acuta, stendendo nel booklet, su fondo nero, minuscole righe grigie e sfuocate. Dicono di voler dare un “vestito sonico” alle loro “piccole emozioni”. Frasi brevi, due colori opposti e dominanti, esperienze semplici e manesche, buchi nell’anima e magliette graziose, esistenzialismi e occhi azzurri, sono l’espressione dei loro turbamenti. Chitarre dolci che scoppiano e impennano, melodie semplici ma a tratti profondamente sofferenti, pochi artifici, batteria onnipresente e furiosa, grida d’ordinanza a rendere ossessivi, fastidiosi e penetranti particolari di per sé disadorni e sereni, sono l’abito sonoro scelto.
Piccola storia dei Damien:
Tutto inizia nel 2001; con l'anno successivo anche i primi concerti. Da allora
non hanno più smesso di farne, riuscendo in puro regime DIY ad inanellare più
di 120 concerti in meno di tre anni. Il power trio pesarese ha aperto gli show
di Linea77, Meganoidi, Tre Allegri Ragazzi Morti, One Dimensional Man, Yuppie
Flu, Karate, Ronin, Paolo Benvegnù, A Toys Orchestra, Offlaga Disco Pax,
Feverdream, Super Elastic Bubble Plastic, Billie the Vision and the Dancer, The
Zen Circus, Marcella Detroit, Madbones, Ivan Segreto e suonato qua e là con gli
amici Les Fauves, Athebustop, Ministri, M.a.z.c.a, Container 47, Versailles, Kamish, Morvida, Chewingum, Aerodynamcs, Sprinzi, Mr.Brace, Altro, Vina3, Ogino naus. Rappresentano le Marche ad Arezzo Wave 2004, nel 2005 hanno la soddisfazione di essere tra i finalisti di Primo Maggio Tutto l'Anno, di
partecipare al “Rock Tv Tour” e al programma “Demo” su Rai Radio 1, di poter registrare la cover di “Non è Francesca” (Lucio Battisti) insiem e a Marco Sanchioni per la compilation uscita con “Il Mucchio Extra” nel giugno dello stesso anno. Hanno registrato un demo tra il 2001 e il 2002 (“Sensation
senseless ?!”) e un album autoprodotto alla fine del 2003 (“Let us pretend we are kings”). Nella tarda estate del 2006 esce l'ep “Flame thrower, April shower”, autoprodotto e home-recorded, registrato e mixato in garage durante
l'inverno e parte della primavera.
Damien* - The press said:
“I ragazzi di Pesaro dimostrano un affiatamento fuori dal comune. Fra i loro
brani c\'è il piglio sbarazzino dei Supergrass, la spensieratezza dei
Grandaddy, l\'estro dei Weezer e la voluta confusione sonora dei Jesus & Mary
Chain di \"Munki\". Insomma un rock a bassa definizione con un pizzico di
leggerezza pop. Perfetto per le prime giornate di sole, magari passate fuori
città, in viaggio con la macchina verso mete imprecisate\".
Sara Loddo, Rockit.it, 18/6/2007