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News - SOCIETÀ - 28/07/2010  Aggiornamenti dall' Afganistan... Lo scorso 10 aprile l’ospedale di Emergency a Lashkar-gah è stato chiuso in seguito all’irruzione di uomini della polizia e dei servizi di sicurezza afgani e di militari britannici e al prelevamento di membri dello staff di Emergency, rilasciati dopo alcuni giorni perché “completamente innocenti”.
L’ospedale di Emergency era l’unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità in tutta la provincia di Helmand.
Da quando l’ospedale è stato chiuso, nel nostro Centro chirurgico di Kabul abbiamo ricoverato numerosi pazienti provenienti dalla regione – soprattutto vittime di mine, di bombe e pallottole – che si sono sobbarcati un intero giorno di viaggio lungo una delle strade più pericolose del paese in cerca di cure.
Sappiamo che a fronte di questi pazienti, sono moltissimi i feriti che non possono ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno.
Proprio perché conosciamo i bisogni della popolazione, l’inadeguatezza e l’estrema carenza ell’assistenza sanitaria disponibile in loco, stiamo lavorando per riaprire al più presto l’ospedale di Lashkar-gah.
Abbiamo riscontrato la disponibilità delle autorità centrali alla riapertura e abbiamo avuto conferma del loro apprezzamento per il nostro lavoro.
Restano però inaccettabili le condizioni poste dal Governatore di Lashkar-gah, che vincola la riapertura alla presenza di militari afgani intorno all'ospedale e al passaggio del controllo delle attività dell'ospedale al ministero della Sanità locale.
Emergency è costretta a rifiutare queste condizioni per due ragioni.
Emergency costruisce e gestisce ospedali. Un ospedale è un luogo di cura: Emergency tornerà a Lashkar-gah solo se il suo ospedale potrà tornare a essere un luogo “ospitale” per tutti, dove si cura chi ne ha bisogno, senza discriminazioni, in base all’etica della professione medica e ai principi delle convenzioni internazionali per l’assistenza ai feriti di guerra. La presenza di militari armati all’esterno dell’ospedale viola il principio di neutralità e limita l’accesso al Centro dei feriti.
In 11 anni di lavoro in Afganistan, inoltre, Emergency ha potuto verificare che il ministero della Sanità locale non è ancora in grado di farsi carico dei bisogni della popolazione.
Per questa ragione, in questi anni Emergency ha costruito nel paese 3 centri chirurgici, un centro di maternità e 28 posti di primo soccorso e ha formato infermieri, medici e chirurghi in osservanza delle leggi locali e in spirito di collaborazione con le autorità (con cui, ad esempio, si sono concordati programmi di training del personale afgano), ma nella completa autonomia gestionale e operativa.
Se Emergency accettasse le condizioni poste dal governatore, il suo ruolo sarebbe limitato a mero finanziatore del progetto; abbiamo invece la certezza di poter continuare a essere molto più di una banca per l'Afganistan e la sua popolazione: fornendo cure efficaci e gratuite in risposta ai bisogni disattesi dei malati, formando personale locale, proponendo un modello efficiente di intervento umanitario, basato sulla professionalità, sul rispetto reciproco e sulla solidarietà tra esseri umani. ... continua
SOCIETÀ - 27/07 - Tony_Territoriomusicale.it  ...sale a 20 il bilancio delle vittime...Le accuse: di chi è la colpa? E qualcuno punta il dito sui festival... ...da Rainews24.it: Oltre ai 20 morti - il bilancio si e' aggravato in serata con il decesso di una giovane tedesca 21enne - la terribile calca che ha sconvolto il raduno di musica techno ha causato anche anche 511 feriti secondo gli ultimi dati della polizia, di cui 42 gravi. Il caos e' stato tale che sono date formalmente per disperse ancora 1.138 persone...
...ed ancora...: Sullo scambio di accuse si e' levata la voce della cancelliera ... continua | SOCIETÀ - 19/07 - Tony_Territoriomusicale.it  Oggi è l'anniversario della strage di via D'Amelio, dove morì insieme alla sua scorta Paolo Borsellino... Ma non tutti sembrano commemorare...in questo Paese di... Il 17 luglio 2010, sono state inaugurate a Palermo due statue dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L'inaugurazione delle statue, site in Via Della Libertà (a pochi Km di distanza dal Palazzo di Giustizia), è avvenuta alla presenza dei parenti dei due giudici e di tantissima gente che testimoniava l'attaccamento della città ai due Eroi e l'imminente mobilitazione del popolo per le commemorazioni a suon di cortei e iniziative ... continua |
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