28/08/2008 | MUSICA | INDICE NOTIZIE
INTERVISTE. SIAE: CAPIAMO BENE COME FUNZIONA LA RIPARTIZIONE
di Stefano Mauro

Dopo l’articolo, (giustamente) allarmistico delle nostra Jopeline ,  siamo andati a parlare con chi di SIAE se ne intende, il dott. Andrea Marco Ricci, Presidente di Note Legali, Associazione italiana per lo studio e l’insegnamento del diritto della musica (www.notelegali.it), e membro del Comitato Revisioni Statuto e Regolamenti della SIAE. Questo proprio per capire bene come funzioni tecnicamente la ripartizione dei diritti  d’autore maturati in seguito all’esibizione di musica dal vivo in locali pubblici.

Intanto cerchiamo di capire, se un’artista suona in un pub, quella esibizione come viene classificata dalla SIAE?
Tecnicamente si chiama “concertino”: sono “concertini” quelle esibizioni musicali dal vivo effettuate in pubblici esercizi (ovvero in locali pubblici non esercenti attività musicali), ove la musica insomma ha funzione accessoria rispetto ad altra attività svolta nell’ambiente, quale ad esempio la somministrazione di alimenti e bevande.

Ci puoi spiegare come vengono ripartiti i soldi che il gestore del locale paga alla SIAE quando organizza un “concertino”. Questi soldi, tolto l’aggio che spetta alla SIAE stessa per l’attività svolta, dovrebbero andare agli autori dei brani eseguiti durante il “concertino”, o sbaglio?
Non è detto. Il criterio di ripartizione del “concertino”, stabilito dall’ordinanza di ripartizione della Sezione Musica della SIAE attualmente in vigore è suddiviso in due parti.


1) Il 75% dei proventi maturati complessivamente in tutte le esecuzioni di “concertino” a livello nazionale in ciascun semestre dell’anno vengono divisi sulla base da quanto direttamente rilevato da “ispettori” SIAE, nel corso di almeno 500 controlli “in incognito” su base nazionale per ciascun semestre di competenza. Si noti che la singola registrazione diretta dell’evento può anche essere riferita a parte dell’evento stesso e non alla sua integralità, ma in ogni caso non può essere di durata non inferiore ai 60 minuti. Il 75% del totale dei proventi incassati per ciascun semestre viene così diviso tra le composizioni eseguite rilevate in tali controlli, attribuendo a ciascuna composizione tanti punti quante sono le relative esecuzioni (es: se nel campione un brano risulta eseguito 4 volte, riceverà 4 volte il compenso dovuto ad un brano eseguito una volta sola). La presenza dell’ispettore SIAE, dovrebbe fungere da garanzia che il 75% dei proventi derivanti dai “concertini” sia pagato agli autori di brani effettivamente eseguiti.

 

2) La restante quota del 25% viene ripartita tra le composizioni contenute in un campione del 20% dei programmi musicali consegnati, estratti a sorte con criteri di casualità statistica. Tra le composizioni così individuate, tale somma viene poi suddivisa con il criterio del “doppio punto”. Si attribuisce un punto a ciascuna composizione per ogni sua esecuzione (es: 4 esecuzioni del brano A=4 punti, 1 esecuzione del brano B=1 punto), conteggiando però 2 volte (maggiorazione di doppio punto) le composizioni con editore musicale (e quindi ad es: 4 esecuzioni del brano A senza editore=4 punti, 1 esecuzione del brano B con editore=2 punti). Si considerano come meritevoli del doppio punto le composizione per le quali all’editore musicale sono attributi almeno 8/24 dei diritti di esecuzione. Sono invece escluse dalla ripartizione le composizioni musicali eseguite per una durata inferiore ai 30 secondi o presenti in programmi musicali che presentano talune gravi irregolarità nella compilazione.


Ne consegue che:
A) nell’80% dei “concertini”, i proventi da diritto d’autore non verranno pagati agli autori dei brani eseguiti, ma finiranno ad altri autori.
B) è impossibile prevedere anticipatamente l’esatto ammontare di provento da diritto d’autore dovuto a ciascuna utilizzazione di un brano.
C) nel caso l’esecuzione finisca tra le oltre 500 serate campionate, i brani di quelle serate matureranno molti più proventi di quelli “estratti a sorte”: una sorta di lotteria, insomma.

 

Precedentemente a questa nuova metodologia di calcolo, introdotta mi pare nel 2006, come venivano ripartiti i “soldi SIAE”, dei concertini?
Secondo un criterio analitico. Mi spiego, la somma pagata per quella esibizione (tolto l’aggio dovuto alla SIAE) va divisa equamente tra i brani eseguiti. Per i concerti sinfonici, da camera, operistici e jazz (per i quali viene fornito un apposito programma musicale) l’incasso è invece diviso in proporzione alla durata dell’esecuzione di ciascun brano. A questo criterio analitico, rispettante la massima “a ciascuno il suo”, si aggiungeva poi il criterio del doppio punto, che ho sopra spiegato.


 
Non credi che in questo modo si penalizzino gli autori emergenti?
Il criterio che ho spiegato è stato introdotto in forma sperimentale dal 2006, nel tentativo di ridurre l’alta percentuale di irregolarità compiute nella compilazione del programma musicale da coloro che si esibiscono in tali tipologie di eventi e cercare di ripartire i proventi in modo da evitare gravi comportamenti truffaldini. Si è cercato di in tale modo di porre un argine alla programmazione irregolare (quanti di voi vanno a suonare cover e poi scrivono nel programma musicale i propri brani o quelli di loro amici???), che è la vera piaga dell’attività degli autori: quando un autore si appropria ingiustamente del lavoro altrui.
A mio personale avviso, questo criterio finisce di fatto per penalizzare la maggior parte dei piccoli cantautori o delle band che eseguono i propri brani (si pensi in particolare a coloro che esibiscano in “concertino” i loro brani, i quali potrebbero vedere non retribuita in diritto d’autore tale esecuzione), ma in generale penalizza tutti gli autori perché, il provento da diritto d’autore dovrebbe andare all’autore del brano effettivamente utilizzato. A mio modesto parere sarebbe stato utile accompagnare a tale nuovo criterio un maggior numero di controlli e una buona campagna di informazione e formazione su come compilare il programma musicale e sul perché compilarlo correttamente, oltre che indicare le sanzioni previste.
D’altra parte, però, dobbiamo renderci conto che l’uso di tali estremi criteri si continuerà a giustificare finché gli artisti continueranno a barare e le statistiche nei controlli riveleranno un’alta percentuale di irregolarità nella compilazione dei programmi musicali, non dimentichiamocelo: un siffatto ingiusto criterio è la conseguenza diretta della furbizia di molti!
Gli organi sociali SIAE proprio in questi mesi stanno verificando quali risultati ha dato il criterio utilizzato sia rispetto alla lotta alla programmazione fasulla, sia rispetto alle conseguenze di tale criterio nelle tasche degli autori.
Auspicando a criteri che riconoscano anche a tutti gli autori il diritto a percepire il frutto del proprio lavoro, invito personalmente nel frattempo tutti gli esecutori ad indicare correttamente nei programmi musicali solo i brani effettivamente eseguiti, sia per questioni di conformità alla legge, sia per rispetto del lavoro dei propri colleghi e di giustizia generale, che in ultimo, perché le sanzioni previste per chi “bara” sono pesanti e infine, perché credo che sia il modo migliore affinché la SIAE modifichi l’ordinanza di ripartizione nel “concertino”.


Molti autori, leggendo anche ciò che appare in vari blog, lamentano una drastica riduzione degli introiti SIAE a seguito dell'entrata in vigore di questa nuova metodologia di calcolo. Alcuni, con questi guadagni, mi riferisco agli autori “più piccoli”, non riescono più neanche a pagare l'iscrizione annuale alla SIAE, pur avendo più o meno  mantenuto lo stesso numero di concerti all'anno. Questo cosa vuol dire, che il sistema sperimentale funziona?
No, se il numero di esibizioni è il medesimo degli altri anni, vuole semplicemente dire che non sono rientrati né nel campione, né nell'estrazione, o che hanno semplicemente preso meno. I dati statistici emersi in Commissione di Sezione Musica, forniti dalla Direzione Generale della SIAE
sono soggetti a diverse interpretazioni, cui in particolare l'ACEP si sta dedicando nei suoi notiziari
Per quanto mi riguarda, non ho accesso a questi dati e non riesco a fornirne una interpretazione corretta, che è appannaggio della Commissione di Sezione e del CDA della SIAE.


Gli autori hanno un canale preferenziale per poter comunicare con il Consiglio di Amministrazione,  penso ad un forum della SIAE stessa?  O ci si deve affidare agli eletti in assemblea per avere voce?

Gli autori si iscrivono a sindacati di autori, dove svolgono la loro attività politica, nominano i loro eletti e li votano perchè essi, all'interno dell'Assemblea della SIAE, delle Commissioni e del CDA, siano da riferimento per tutti (elenco sindacati) http://www.notelegali.it/page.asp?mode=Link
Si può poi sempre scrivere agli organi sociali della SIAE o ai loro membri, i cui contatti sono pubblicati sul sito della SIAE e il cui elenco è nel Vivaverdi, all'ultima pagina, liberamente scaricabile sul sito della SIAE (link a organi siae)

 

 

Grazie.

Dovere.

 

 

Fonte: Redazione Tm

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