Processi tra organi interni, scariche elettriche che attraversano i tessuti celebrali. Immobilità, contenimento dell’energia, ricerca di unità, identità e poi suono. Morbido, pulito, distinto, separato e unito. Moderatamente mosso. Un quintetto spettacolare, una tromba fenomenale, un flicorno di velluto.
Tom Harrel non si muove se non per prendere la tromba, o il flicorno, e portarla alla bocca. Non ci importa sapere perché, ci basta sentire come. Ascoltiamo le sue ballate che si sviluppano attraverso schemi canonici in cui l’assolo si fa a giro. Esse disegniano mondi mistici e paradisi romantici.
Questa sera lontani temporali fanno brillare il cielo sullo sfondo di questa baia artificiale consacrata agli Yacht, il quintetto ci trasporta oltre gli oggetti di consumo in un universo in cui tutto è separato, diviso, distinto, individuale ma connesso ad altro.
Musica per sogni di mondi passati resi attuali e dimenticati, sdoppiati. Ma se il passato non esiste, perchè è esistito, il presente si rinnova e ha il sapore della prima volta, Tom lo sa bene.
Recensione del concerto di Martedì 26 luglio, Tom Harrell Quintet
ore 21 Porto Marina dei Cesari - Palcoscenico sull’acqua
Dal sito di Fano Jazz By The Sea:
L’attualità del mainstream jazz. Tom Harrell è uno dei più ferrati, brillanti trombettisti da decenni in circolazione: di volta in volta accostato a Miles Davis, a Dizzy Gillespie, a Freddy Hubbard, a Kenny Dorham, a Clifford Brown, possiede in realtà una tale personalità di stile - dove fluidità di fraseggio e profondo lirismo, limpidezza e intensità di suono si compenetrano - da potersi permettere di continuare a percorrere in gran scioltezza la strada maestra del jazz, anche dopo tanti anni di onorata carriera. Il suo curriculum è, peraltro, di quelli davvero invidiabili: messosi in luce nell’orchestra di Stan Kenton sul finire degli anni Sessanta, è poi passato nei ranghi della big band di Woody Herman, collaborando in seguito con Horace Silver, Mel Lewis, Bill Evans, Lee Konitz, George Russell, Phil Woods, Charlie Haden, Joe Lovano e numerosissimi altri (anche nelle vesti di compositore e arrangiatore). La sua vasta discografia si impone per coerenza e attaccamento al più schietto linguaggio del jazz, anche quando si appoggia su ritmi latini (Humility si è aggiudicato nel 2008 un prestigioso Grammy Award come miglior disco di latin jazz), e ne è valido esempio anche il recentissimo album No Time of The Sun, registrato con gli stessi ottimi musicisti con cui Tom Harrell sale per la prima volta sul palcoscenico di Fano Jazz By The Sea.
Tom Harrell - tromba, flicorno Wayne Escoffery - sax tenore Danny Grissette - pianoforte, piano elettrico Ugona Ogkewo - contrabbasso
Jonathan Blake - batteria
Foto Salvo Contarino
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Video di repertorio (non si riferisce al concerto di Fano)