05/02/2013 | ARTE E CULTURA - Rimini | INDICE NOTIZIE
MISANO. RITRATTI D'AUTORE. INCONTRI VENERDÌ. PROGRAMMA DALL'1/03
Parte venerdì 1 marzo la sesta edizione di RITRATTI D’AUTORE – Letture e commenti ad alta voce, rassegna promossa dalla Biblioteca Comunale di Misano Adriatico grazie alla sapiente regia del direttore Gustavo Cecchini. Sette appuntamenti imperdibili dove saranno protagonisti i personaggi, le storie, gli intrecci, le parole, le frasi e le emozioni.

 L’apertura venerdì 1 marzo sarà in compagnia del finalista dello Strega 2012 MARCELLO FOIS che dedicherà la serata ai Promessi sposi di Alessandro Manzoni, uno dei capolavori della nostra letteratura, romanzo storico e sociale in cui si fondono mirabilmente poesia, impegno umano ed ironia. Secondo la definizione di Italo Calvino, nei Promessi Sposi si può riconoscere il «romanzo dei rapporti di forza», l’analisi di una realtà fatta di contrasti, di azioni e reazioni tra forze caratterizzate dal punto di vista psicologico, materiale e sociale. Inoltre con quest’opera Manzoni tentò di sanare la frattura tra lingua parlata e lingua scritta, tipica della tradizione italiana, avvicinandosi così all’unità linguistica italiana. Non è un caso che proprio Marcello Fois presenti i Promessi Sposi, perché il suo ultimo romanzo Nel tempo di mezzo si inserisce proprio sulla linea tracciata da Manzoni, presentandosi come un romanzo storico con un stile raffinato e “ottocentesco”.

 Il venerdì successivo 8 marzo sale in cattedra la scrittrice e saggista NADIA FUSINI con la Tempesta di William Shakespeare, la penultima opera della sua produzione e, in un certo senso, da considerare come il suo testamento spirituale; da qui la sua eccezionale importanza nel contesto dell’itinerario culturale e spirituale del bardo di Stratford. Come ha scritto Harold Bloom, Shakespeare non ha inventato semplici ruoli teatrali, ma ha creato vere e proprie personalità; può essere considerato il poeta della natura umana perché inventore di uomini e donne, soggetti di passioni ed emozioni. Nadia Fusini si soffermerà su una figura in particolare dell’opera: Miranda, essenza della femminilità esteriore ed interiore, un’Eva di un paradiso incantato. È figlia della natura, e gli impulsi che ha ricevuto durante la sua infanzia non provengono dalla società e dal mondo vanitoso, ma dal cielo. Miranda, che mantiene inalterato il suo cuore di donna, è una vera e propria meraviglia che scopre il maschile, l’altro da sé, rappresentato da Ferdinando, il giovane figlio del re di Napoli.

Venerdì 15 marzo il filosofo della politica MAURIZIO VIROLI affronterà Il Principe di Niccolò Machiavelli di cui ricorrono quest’anno i cinquecento anni dalla originaria stesura. Nelle notti invernali di Sant’Andrea in Percussina Machiavelli compose questa opera, nella quale disegnò la figura del redentore e diede forma al sogno della libertà italiana. Con Il Principe Machiavelli teorizzò l’interesse per lo Stato come criterio supremo di valutazione della politica, così da affermare con forza e in modo umanistico l’autonomia di quest’ultima. Il realista Machiavelli mostrò i vizi e le malvagità degli uomini di potere e merita il massimo elogio, perché ha saputo mettere in luce con chiarezza il demoniaco del potere e lo ha così smascherato.

Venerdì 22 marzo sarà la volta del filosofo MASSIMO CACCIARI con Le Nuvole di Aristofane, commedia centrata su un tema di attualità nell’Atene di fine V secolo a.C. : l’educazione dei giovani, giocata sulla contrapposizione tra i metodi tradizionali e le pericolose novità introdotte dalla cultura sofistica. Il protagonista è Strepsiade, un vecchio ignorante e grossolano che spinge il figlio Filippide a frequentare il pensatoio di Socrate per impadronirsi delle astuzie retoriche che gli consentiranno, pur avendo torto, di prevaricare i creditori in tribunale. Ma il trionfo dell’individualità amorale e il raggiungimento della perfetta padronanza del Discorso Peggiore da parte del figlio riserveranno al vecchio padre un’amara sorpresa. Il bersaglio della satira aristofanesca è il contemporaneo Socrate, pensatore fuori dal coro, fascinoso provocatore, dipinto come uno “strambo” intento a scardinare le credenze religiose, i valori tradizionali, l’integrità morale dei giovani. Se la caratterizzazione del filosofo corrisponde nella sostanza alle accuse che nel 399 ne decreteranno la condanna e morte, i termini della caricatura sono significativi di come il suo pensiero e l’atteggiamento potessero essere semplicisticamente confusi con quelli della sofistica.

Venerdì 5 aprile il filosofo SALVATORE NATOLI si misurerà con il Qohelet (L’Ecclesiaste), quarto dei libri sapienziali dell'Antico Testamento, vero e proprio “poema ebraico”. La modernità di questo piccolo capolavoro non può essere messa in discussione: il Qohelet affronta il drammatico rapporto tra sapienza e dolore. La domanda che campeggia lungo tutto il testo biblico è la seguente: a cosa serve capire come funziona il mondo quando si scopre che nulla cambia, che le ingiustizie persistono e che tutto è vanità? Ma oltre a questo ascetico distacco dal mondo, nel Qohelet è presente anche un insolito ottimismo, dal quale emergerebbe un appello al sereno godimento delle scarse gioie che la vita riserva.

Venerdì 12 aprile uno dei filosofi più amati e stimati CARLO SINI affronterà il tema della democrazia attraverso le parole di Pericle e Gorgia durante la tragedia storica affrontata dal popolo dei Meli. Le contraddizioni, le luci e le ombre che accompagnano le democrazie odierne hanno origini antiche. Sin dall’inizio questo grande esperimento politico segnò in Grecia l’azione di forze contrastanti ed esiti problematici. Tucidide ne colse perfettamente il senso ambiguo e profondo, dando la parola a Pericle, il grande padre della democrazia ateniese, e insieme al piccolo popolo dei Meli, travolto dalle contese imperialistiche di Sparta e Atene e vittima della ragion politica e della avidità pubblica e privata degli umani di ogni tempo e di ogni storia. La sintesi di tutto ciò si legge poi nel grande discorso di Gorgia: serio e terribile, tragico e pragmatico, consapevole delle umane sventure come delle umane grandezze.

Venerdì 19 aprile è la volta di uno dei più seguiti matematici italiani PIERGIORGIO ODIFREDDI che analizzerà l’opera del padre della teoria dell’evoluzionismo. Il 27 dicembre 1831 la nave Beagle salpò dall’Inghilterra portando a bordo un passeggero d’eccezione, il giovane Charles Darwin, per un giro del mondo che durò cinque anni. In quel viaggio Darwin raccolse dati naturalistici di ogni genere e, tornato in patria, si mise ad esaminarli arrivando lentamente ad una conclusione: le specie vegetali ed animali non sono state create indipendentemente, ma si sono evolute nel tempo. Questa lettura è al tempo stesso un avventuroso viaggio in compagnia di Darwin, grazie alle pagine del suo Viaggio di un naturalista attorno al mondo (1845), ed una lezione che spiega la sua teoria partendo dalle pagine del suo capolavoro: L’origine delle specie (1859).


Gli incontri si terranno presso il Cinema-Teatro Astra di Misano Adriatico, via d’Annunzio 20, con inizio alle ore 21,00.

Ingresso libero sino ad esaurimento posti. Info: 0541.618424 – e-mail: biblioteca@comune.misano-adriatico.rn.it

Fonte: Comunicato

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