09/10/2008 | SOCIETÀ - Ferrara | INDICE NOTIZIE
INTERNAZIONALE 2008 / SINERGIE E CONTAMINAZIONI
di Giulia Zaccariello_Territoriomusicale.it

Viaggio nel pianeta rom

Cronache dal pianeta rom era uno tra gli incontri più attesi di questa seconda edizione del Festival di Internazionale che ha animato Ferrara dal 3 al 5 ottobre.

E non solo per la presenza di Gad Lerner, ma anche per la tematica affrontata, coinvolgente e controversa.
I rom sono una minoranza presente e attiva nel nostro paese da più di sei secoli. Costantemente sotto la luce dei riflettori mediatici, sono stati recentemente definiti il nemico pubblico numero uno ed eletti perno centrale di tutti gli sforzi della politica interna. 

A dimostrazione di quanto certi stereotipi, che siano credenze popolari o slogan politici, non abbiano tempo, Gad Lerner apre la discussione con una citazione:  “Un popolo privo della facoltà di amare il lavoro sedentario, un popolo nomade per definizione. Un popolo miserabile che non è riuscito ad acclimatarsi sotto nessun cielo nazionale.”  Risale al 1929 e fu formulata da Telesio Interlandi, fascista e ideatore della rivista La difesa della razza.  “Una definizione simile”, fa notare il giornalista, “oggi sarebbe proibito utilizzarla, come fece allora Interlandi, per il popolo ebraico, mentre è non solo consentito ma anche redditizio associarla ai rom”.

Le riflessioni proseguono con l’intervento di Delia Grigore, scrittrice rom rumena che lotta da 15 anni a favore del popolo rom e affinché siano riconosciute le responsabilità della chiesa ortodossa rumena per i secoli di sfruttamento. La studiosa, attraverso un’ampia digressione storica, fa luce sul dramma di questa popolazione ridotta in schiavitù per più di 500 anni. Un sopruso che oggi si ripercuote sull’autostima etnica della nuova generazione, che continua ad esser vista come una generazione di “figli di schiavi”, e ad essere ignorata dalle politiche d’integrazione istituzionali. Una visione distorta e un pensiero atrofizzato, prosegue Grigore, portano a credere che i rom siano caratterizzati da una predisposizione genetica al nomadismo. Mentre pochi sanno che, una volta incontrata una situazione favorevole e propizia, possono rimanere in un posto anche tutta la vita.

Alexian Santino Spinelli, musicista e docente universitario rom italiano, denuncia invece una “sopraffazione culturale” dissimulata. I rom sono portatori di un patrimonio ricchissimo, dal quale le diverse culture nazionali hanno sempre attinto liberamente senza che venisse adeguatamente riconosciuto il valore di questo contributo. La cultura rom è attiva e vivace, nonostante sia costantemente ignorata dai mezzi d’informazione che preferiscono indirizzare lo sguardo solo sugli episodi di cronaca, riuscendo a trasformare la condanna di un singolo nella colpevolizzazione di un intero popolo. “L’odio e l’intolleranza sono fomentati” sostiene Spinelli “da un’informazione a senso unico che manipola le coscienze”.

Un punto di vista diverso è offerto da Alija Krasnici, autore e drammaturgo rom serbo, che con le sue parole trasmette tutta la profondità del dolore per i crimini subiti dal suo popolo in Kosovo. Ma concede anche uno spiraglio aggiungendo che, oggi, in Serbia, è stato avviato un concreto piano di sviluppo per la formazione scolastica e professionale, e per la rivalutazione della cultura e della lingua rom. 

Tolleranza e disponibilità ad accettare ed imparare. Sia da parte degli italiani che da parte dei rom. Perché una convivenza si può edificare solo su una spontanea e reciproca contaminazione dei due universi. “L’integrazione è come l’amore”, dice Spinelli sorridendo, “bisogna farlo in due”. Abolire le distanze, quindi, per svuotare le paure. Cancellare le definizioni per liberare lo sguardo. Sono soluzioni di una semplicità disarmante ma che appaiono quasi impossibili da concretizzare.
L’ultima parola spetta a Gad Lerner che, alla luce delle ultime notizie economiche, allarga i confini del dibattito e lascia al pubblico una considerazione chiara e incontrovertibile: “Le crisi non si risolvono rivolgendosi al passato ma aprendosi al futuro”.

 


Altri articoli sul festival, a cura di Giulia Zaccariello, Saul Marcadent, Matteo Musacci:

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- Internazionale 2008/ Cuba prove tecniche di transizione - Giulia Zaccariello

Internazionale 2008/ Sinergie e contaminazioni - Giulia Zaccariello

Internazionale 2008 / Intervista all'Orchestra di Piazza Vittorio - Saul Marcadent, Giulia Zaccariello, Matteo Musacci


Nella foto: Gad Lerner

Fonte: Giulia Zaccariello_Territoriomusicale.it

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