Che sia di lavoro o di svago è indispensabile, secondo il giornalista, che ogni nostro spostamento venga effettuato con consapevolezza circa il suo impatto sul territorio così come sulla popolazione locale. Un impegno e una responsabilità che si possono concretizzare tutti i giorni cercando di seguire cinque regole basilari.
Innanzitutto, privilegiare il treno rispetto all’aereo. Secondo i dati diffusi dall’Unione Europea viaggiare su rotaia consuma un quarto della quantità totale di Co2 rilasciata da un aereo. Inoltre, se è vero che il successo dei low cost ha esteso enormemente la possibilità di prendere questo mezzo e l’opportunità di entrare a contatto con realtà lontane, l’aumento vertiginoso dei voli e la moltiplicazione degli aereoporti (solo in Cina entro i prossimi due anni ci saranno 50 nuove strutture) sono estremamente nocivi per l’ecosistema. Una democratizzazione turistica caratterizzata, quindi, da inaspettati risvolti negativi che non devono essere trascurati o ignorati.
Altro problema urgente riguarda poi l’utilizzo delle risorse idriche. Nelle Alpi, denuncia Hickman, le piste di neve artificiale costano tanta acqua quanto una cittadina di 170 mila abitanti, e ostacolano i rifornimenti alle aziende agricole e a quelle dedicate ai servizi. E ancora: a Kermala, in India, l’acqua utilizzata dai turisti viene sottratta ai pozzi privati dei villaggi. Un vero e proprio furto perpetrato ai danni della popolazione locale. Facile quindi dedurre la seconda regola: utilizzare l’acqua con parsimonia e moderazione.
Sarebbe poi importante operare un severo discrimine tra i pacchetti-viaggio proposti e tra le agenzie turistiche alle quali affidarsi. Essere a conoscenza dell’esatto utilizzo dei nostri soldi e della loro destinazione finale è, oltre che un diritto, un dovere che ci responsabilizza delle nostre scelte.
Si arriva così al quarto principio che concerne il consumo di energia. E l’aria condizionata è, in questo campo, la principale incriminata: per mantenere una temperatura al di sotto dei 20 gradi in un hotel a Dubai, in mezzo al deserto, il costo energetico raggiunge livelli inimmaginabili trasformandosi in un spreco inaccettabile. Hickman racconta, poi, di sfarzosi centri commerciali, di località percorse da kilometri di spiagge artificiali e di stanze d’albergo dotate di 11 modelli di cuscino e di ben 5 tipi di bagno. Ma, a differenza di quello monetario, il prezzo ambientale di tale smodato e sconsiderato lusso pesa sull’intero pianeta.
Uno sguardo al rapporto tra turisti e popolazione indigena ispira il quinto ed ultimo principio: porsi in modo generoso e positivo nei confronti della città che ci ospita. Occorre ricordare che ogni vacanza è un’incursione nella vita di un popolo e che, per questo, rispetto, dialogo e tolleranza costituiscono requisiti imprescindibili di ogni viaggio.
Hickman vuole infine sfatare il luogo comune secondo cui il turismo va a beneficio soprattutto alla gente del posto: solo una minima parte delle nostre spese finisce nelle tasche della popolazione locale. Tutto il resto alimenta i profitti dei grandi magnati del turismo.
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Foto: Leo Hickman By Federica Poggi