Rif. Evento: Fano jazz, diciassettesima edizione dal 24 al 30 luglio '09
Servizio: Stefano Mauro
Articolo: Stefano Mauro
Foto ufficiali della serata: Luciano Rossetti (Fano Jazz)
Foto articolo: Pepemauro a Fano Jazz 2009
Video: Youtube - concerto di Umbria Jazz 2009
Playlist: Youtube
(N. B. Il video - youtube - si riferisce al concerto che la stessa formazione ha tenuto ad Umbria Jazz 2009)
Entro in “Toilette”, ho fretta.
Preferisco non attendere l’uscita dell’uomo che occupa il bagno degli uomini ed entro in quello delle donne, libero. Una scritta mi fa sorridere, mi suona inopportuna, mi incuriosisce e la fotografo.
Mi trovo nel "Wc chic" di un bar borghese nel centro storico di una Fano che vanta antichi legami con i Cesari e nel bagno delle donne, clandestino, leggo senza volere un cartello posto sul water, sopra il pulsante metallico dello scarico.
Una scritta da istruzioni d’uso: “lo scarico funziona, premere il pulsante forte e più volte… in caso di necessità usare il secchio”. Immagino una donna, tornata retta da quella precaria posizione di equilibrio liberatorio alla quale è costretta, spingere, con fare da camionista muscoloso, energicamente e più volte, il pulsante dello scarico e poi d’urgenza ripulire il tutto usando l’acqua del secchio posto sul lavandino. Il bar è molto “Inn”, il bagno fa molto “porto”.
Esco dal bagno donne deciso a simulare sarcasticamente un atteggiamento femminile ma evito drammatizzazioni goliardiche perché sono solo, non trovo donne in attesa. Esco dalla Toilette vado in prossimità del bancone, prendo un caffè di cortesia e chiedo indicazioni al barista. Devo raggiungere in breve tempo la Corte Malatestiana, sede dei concerti delle 21 di Fano Jazz By The Sea. Lui, un po’ insofferente, mi informa sommariamente. Esco dal bar e procedo verso est.
Attraverso il centro storico della Città agitata da emozioni estive. Le vie sono cariche di turisti, fra gelati e attività collaterali il caldo serale si muove per le vie sospinto da un brezza provvidenziale. Una Fano di mezza estate che nonostante la calca turistica mantiene il contegno borghese della città da antiche glorie romane.
Velocizzo i passi, non voglio perdermi l’inizio del concerto.
Ho il dubbio di aver sbagliato strada, in fondo il barista mi sembrava un po’ indeciso. Chiedo conferma ai passanti sull’esattezza delle indicazioni del barista. Una coppia che non sa dove essa stessa si trovi, sembra non conoscere neanche l’esistenza di questo cortile dei Malatesti. Il lui della lei, poi, ha l’illuminazione e, deciso, mi fa sbagliare strada.
Sono in giro per Fano, in una chiesa trovo un coro impegnato a intonare musiche neo-sacre in tedesco(?).
Scatto foto e procedo, passando di fianco ad un mimo immobile come una statua. Entro in una piazzetta, un duo voce e chitarra prova con risultati poco eclatanti a rileggere in versione piano-bar il mitico e sempre verde “Estate” di Bruno Martino. Scappo. Chiedo ancora ad una coppia dove sia mai la Corte dove c’è Fano Jazz. Finalmente, ricevo l’indicazione giusta per raggiungere Rava e compagni. Trovo la Corte, entro. Il mio posto è in 20esima fila, il palco si vede bene, potente, sobrio e a grande schermo. Sembra di essere a Teatro, il soffitto è il cielo. Lo spazio è gremito.
Entra Pedini, direttore artistico del festival, ringrazia gli sponsor ed enuncia il concetto fondamentale sul valore oggettivo e sociale della musica, di questi tempi non è affatto banale, presenta la band.
Eccoli sul palco, entrano disinvolti prendono posto. Rava ci tiene a presentera ancora i componenti della band. Apllausi.
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