Al centro dello spettacolo “un incontro con gli amici d'infanzia”, quelli di classe che non si dimenticano.
C’è Renato (Angelo Orlando), sensibile idealista, vorrebbe fare volontariato girando il mondo … “ma alla fine non parte mai” . E’ lui che entra nella mitica stanza dove vent’anni prima trascorreva indimenticabili pomeriggi ai tempi delle medie insieme ai suoi migliori amici: Angelo, Paolo e Tommaso. Ad accoglierlo entusiasta trova Angelo (Christian Marazziti), il bizzarro “becchino”… Ops, scusate nel frattempo è diventato titolare di un impresa di pompe funebri. Poi arriva anche Paolo (Nicola Canonico), imprenditore brillante di caratura internazionale tutto “bisiniss” e donne, “a parte qualche piccolo problema con il suo fornitore russo” e con una moglie che lo tradisce proprio durante il ricevimento delle nozze.
E poi, certo, c’è anche Tommaso nella stanza accanto, muto, dentro una cassa di legno. Morto. Angelo, si comporta come ad una qualsiasi festa di classe, e Paolo e Renato, senza neanche accorgersene, si ritrovano a prenderlo in giro come se il tempo non fosse passato. I tre, raccontandosi scoprono subito le differenze tra loro, ma ben presto si lasciano trasportare in quel fiume di ricordi che tutti noi abbiamo vissuto: i vecchi cartoni animati, le imitazioni delle professoresse, gli anni Ottanta. Così tra vecchi scherzi, battute, sfottò e situazioni paradossali, arrivano anche a raccontarsi le loro esperienze personali che li hanno fatti maturare.
Poi il caso fa ritrovare Renato e Paolo soli nella stanza, mentre Angelo controlla che “Tommaso non si sia mosso di un millimetro!”. Fra superstizioni e disagi scoprono quello che non avrebbero mai potuto immaginare. Un grande segreto che li accompagnerà fino all’ultima, inaspettata, toccante sfida a Subbuteo.
Sul palco primeggia sicuramente Angelo Orlando, David di Donatello per la sua interpretazione accanto a Massimo Trosi in “Pensavo fosse amore invece era un calesse”. Ma la migliore recitazione resta quella di Marazziti dai tempi comici perfetti, con la sua risata coinvolgente e la mimica facciale complice di tanti applausi del pubblico. Mentre è meno convincente Canonico (ingessato, non solo per l’abito che indossa sulla scena). Insomma, una tragicommedia in un solo atto, che si muove tra le curve del cinismo, ma che fa sorridere e non solo a mezza bocca.
Maria Francesca Rotondaro
NB. in allegato la foto. Da sinistra: Christian Marazziti, Angelo Orlando e Nicola Canonico