Questa piccola scenetta sintetizza è spiega il senso del voto utile. “Voto utile”: locuzione con cui si stabilisce che per non far vincere la destra bisogna votare la parte politica avversa a questa purché sia più forte ed abbia possibilità di vincere.
Con il voto utile si vuole stabilire l’inutilità del voto dato in base alle proprie idee, legato alla propria volontà e l’utilità del voto assegnato alle idee partorite da altri anche se queste sono di fatto diverse dalle nostre e forse anche contrarie alle nostre.
Quindi per non far vincere la destra, ad esempio, io dovrei votare a favore del nucleare.
Per non far vincere la destra dovrei accettare la privatizzazione della scuola?
Per non far vincere la destra dovrei far finta di non capire che i privati si stanno appropriando del bene acqua?
E così via.
Ma la politica non è il calcio. E le elezioni non sono un campionato.
Il voto è veramente utile se è dato liberamente al politico che ha delle idee e quando queste tendono a concidere con le proprie idee.
A che servirebbe vincere se poi il vincitore ha idee completamente diverse dalle nostre?
Se il politico che vince ha una idea politica diversa da quella dell’elettore che lo ha votato allora il voto utile è stato utile solo al politico e l’elettore ha perso in partenza.
Il vero voto utile è quello dato secondo sentimento, rispettando le proprie idee ed esprimendo liberamente la propria preferenza in base a chi meglio queste idee rappresenta.
Se qualcuno vi chiedesse di rinunciare ad amare per non dover poi, forse, un giorno, soffrire, cosa fareste?