Concerto Edmar Castaneda Quartet del 28 luglio Fanojazz
Marina dei cesari - Ore 21,00
Edmar Castaneda arpa colombiana
Marshall Gilkes trombone
Erik Dune batteria
Andrea Tierra voce
Questo concerto, come quello successivo,(Dhafer Youssef Acoustic Quartet) dalla sua ha la forza della bellissima location al porto dei Cesari.
Ebbene, questa è una nota a favore dell’intero festival Jazz di Fano; infatti, il luogo del porto regala una vista ed un piacere gradevolissimo all’ascoltatore che all’ora d’arrivo al concerto può restare a guardare un bellissimo tramonto sull’acqua che si perde in lontananza tra le imbarcazioni a vela ed i gabbiani in volo.
Il palco, costruito su una piattaforma sospesa sul mare, aggiunge suggestione mentre una leggera brezza marina lascia il pubblico a godersi la serata in attesa dell’inizio dei concerti.
Castaneda è un giovane e talentuosissimo musicista colombiano che ha portato all’interno del jazz uno strumento assolutamente estraneo a questo linguaggio: l’arpa, suonandola tra l’altro in modo eccellente.
Castaneda, malgrado la sua giovane età vanta importanti collaborazioni con nomi quali Paquito D’Rivera, John Scofield, Wynton Marsalis, Ed Simon; la sua straordinaria tecnica strumentale legata alla particolare matrice latina della sua formazione e provenienza culturale ed il modo in cui riesce a tirar fuori dal suo strumento sonorità inedite lo rendono senz’altro uno dei musicisti più originali che si possa ascoltare.
Il concerto è costituito da un trio strumentale sul quale, verso la fine, si innesta l’ingresso della voce di Andrea Tierra la quale, oltre che cantante è anche la moglie di Castaneda.
L’impianto sonoro di trombone, arpa e batteria sono una combinazione tra le più originali che mi sia capitato di ascoltare e l’impasto dei tre strumenti è godibilissimo.
La maestria dei tre regala grande energia sonora legata ad una pulsazione di provenienza latina che accoglie in se le ritmiche dell’intero continente Sud americano all’interno dei brani è possibile rintracciare echi della musica afro-cubana, brasiliana e caraibica il tutto ottimamente miscelato al linguaggio della musica jazz.
E’ da segnalare senz’altro il virtuosismo del trombonista Gilkes che si abbandona ad assoli straripanti e ricchi di melodia oltre che di ritmo.
I punti deboli del concerto in definitiva sono una certa ripetitività delle atmosfere proposte e, malgrado la grande presenza scenica, l’ingresso della voce-moglie di Castaneda, la quale pur apportando un’ulteriore nota di folklore ed eticità al concerto, non sembra musicalmente all’altezza della compagine strumentale del trio che si ascolta prima del suo ingresso.
Voto: 7/10