MOLTO RUMORE PER NULLA AL TEATRO SANZIO DI URBINO. IL 18 FEBBRAIO
di Stefano Mauro - Territoriomusicale.it

Molto Rumore, ma non Per Nulla.
Gabriele Lavia ha presentato la sua versione della commedia di Shakespeare
al Sanzio di Urbino.

Gabriele Lavia con il suo “Molto Rumore per Nulla” rivisita la commedia Shakespeariana adottando una forma teatrale simile alla commedia dell’arte, sia nello stile recitativo che nel rapporto tra attori e pubblico.

Prima dell’inizio dello spettacolo un attore in scena legge un comunicato di denuncia.
E’ un atto di protesta contro il taglio al FUS, il Fondo Unico dello Spettacolo operato dal Governo.
Così gli attori informano il pubblico sullo stato critico del teatro in Italia e sui diritti negati ai lavoratori dello spettacolo che chiedono ora dignità e lo fanno manifestando il proprio dissenso nei teatri d’Italia.

Il bravo lavoratore dello spettacolo che legge il comunicato, Lorenzo Lavia, l’attore che interpreterà poi Benedetto, ci fa pensare per un attimo a cosa sarebbe la nostra vita senza arte.
Proviamo a pensarci per un attimo. Fatelo anche voi. A me viene in mente “il grande fratello”.

Lo spettacolo di circa 2 ore è sempre spumeggiante come una coppa di vino nuovo, fragrante come il pane ancora caldo e a tratti farsesco, come se gli attori volessero prendersi gioco del pubblico.

Bella la scenografia di tappeti, un tavolone lungo metri e metri, piante semoventi, due tastiere, due musicisti attori.
La musica è dal vivo, composta da Andrea Nicolini, a mio avviso rappresenta il destino: giochi armonico melodici sbilenchi, crepuscolari; poi “ballerecci” e festaioli, guidano e sottolineano l’azione teatrale proprio come il destino manovra le nostre vite.

Un oggetto non previsto che entra a far parte della scena - l’attore che interpreta Claudio si è fratturato un piede qualche giorno prima e recita con le stampelle - accentua la precarietà della condizione del personaggio Claudio, l’innamorato di Ero. Ha quindi senso per rendere drammatica la sua condizione di innamorato tradito, o sarebbe meglio dire, innamorato che crede di essere stato tradito. Anche questa forzata variazione potrebbe far ricordare il teatro “a canovaccio” della commedia dell’arte.

Molto rumore per nulla parlerebbe d’amore e di odio. Di intelligenza e stupidità. Di amicizia e di inganni, a fin di bene e male. Di maschere. Lavia utilizza la trama dell’opera cinquecentesca ponendo l’accento sul tema dell’autenticità e dell’alienazione.

Lo fa con quello che sembra apparentemente una trovata scenica: gli attori sono vestiti come abiti semplici e tutti uguali.

I vestiti d’epoca, abbastanza sobri, all’inizio della spettacolo sono adagiati per terra, e gli attori indossano pantaloni e canottiera nera.
Vengono indossati solo in alcuni  momenti, quando c’è bisogno di comunicare ufficialità per definire un contesto specifico dell’azione. Un’ intuizione apparentemente banale che risulta essere alla fine la chiave interpretativa per questa messa in scena che diventa, anche per questo, bene caratterizzata ed originale.

I personaggi trovano forma esclusivamente grazie alla recitazione, definiti dalle movenze e da ciò che dicono. L’espressività corporea è quindi spinta oltre e così pare che ogni personaggio, indipendentemente dall’abito, sia fortemente diverso dagli altri.

Il bravo regista tira fuori la l’anima dei personaggi  facendo a meno dell’uso di un costume, di una “maschera”.

A non togliersi più la maschera, gli abiti d’epoca,  sono Don Juan, e suoi due sgherri, Borraccio e Corrado. Sono loro a tramare, per invidia e per generare sofferenza, l’inganno che monterà la calunnia a causa della quale il primo tentativo di matrimonio tra Claudio ed Ero andrà a monte.
Altri a essere sempre vestiti con abiti d’epoca sono i militari della Ronda notturna (anche se quando si svestono escono di scena a cambiano ruolo: sono loro che suonano dal vivo) vestiti da soldato.

Quindi il l’abito diventa quello oggetto che accomuna i cattivi e gli scemi.
Perché?

Chiaro:  chi lavora per il male è costretto a trasfigurare la verità ed ha bisogno dell’abito per sembrare credibile e nascondere la falsità dietro sembianze da uomo d’onore.

Ma anche lo stupido ha bisogno dell’abito, ne necessità perché solo così diviene utile. Lo stupido esiste solo se ha un ruolo. Lo stupido si immedesima in quello che fa, non può essere se stesso - in quanto stupido non sarebbe accettato - ma deve essere quello che vogliono gli altri.

Ed è per questo che in questa trasposizione trionfa l’importanza dell’essere se stessi. Il bene si manifesta attraverso l’animo dei personaggi “buoni”, coloro che sono in una puntuale identità tra l’ essere e l’ apparire.

 Laddove non vi è coincidenza perfetta fra queste due sostanze, si lascia spazio al male, quel male che in questa opera è destinato ad essere sconfitto.

Ora il vero si manifesta anche in tutta la sua bellezza, come fa l’amore. E il bello trionfa sempre, Governo e FUS permettendo.

 

Scheda:

TRADUZIONE di Chiara De Marchi
CON Salvatore Palombi, Alessandro Riceci, Francesco Bonomo, Lorenzo Lavia, Pietro Biondi, Mariano Anagni, Matteo Micheli, Alfredo Angelici, Daniele Dirotti, Alessandro Cangiani, Fabio Massimo Amoroso, Andrea Nicolini, Viviana Lombardo, Matteo Micheli, Faustino Vargas, Tamara Balducci, Federica Di Martino, Giovanna De Maio, Giorgia Salari
COSTUMI DI Andrea Viotti
MUSICHE ORIGINALI DI Andrea Nicolini
REGIA E SCENE DI Gabriele Lavia
Teatro di Roma - Compagnia Lavia Anagni

Voto: 10/10
radio
TEATRO
del 14/11/2011

Si parte con Alessandro Haber, Gigio Alberti e Alessio Boni. Martedì 15 novembre.

Pubblichiamo l'intera programmazione del Teatro Sanzio di Urbino.

MUSICA
del 29/09/2011
Questa è la storia di un'affascinante sirena delle tenebre, e di come, dopo un'avventura nella terra del sole, si è trasformata in un curioso incrocio tra una flapper e una zapatista, che marcia a tempo di ritmi new wave suonati da una banda di mariachi.   
TEATRO
il 29/03/2012

 
Il sipario si apre il 1 ottobre sulla Compagnia della Rancia che presenta in anteprima nazionale l’adattamento teatrale di Michele Renzullo e Saverio Marconi di Rain Man, celebre film del 1988 con Tom Cruise e Dustin Hoffman, che all’epoca commosse il mondo intero. La compagnia guidata dal regista Saverio Marconi è in residenza da qualche giorno al Teatro dell’Aquila per l’allestimento dello spettacolo che vede protagonisti, tra gli altri, Luca Lazzareschi, Luca Bastianello e Valeria Monetti.

 

TEATRO
il 31/03/2012
 
Nove spettacoli da ottobre ad aprile compongono il cartellone 2011.2012 del Teatro Lauro Rossi di Macerata promosso dal Comune di Macerata e dall’AMAT e realizzato con il contributo di Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Grandi interpreti, maestri della scena, testi classici ed autori contemporanei disegnano un affascinante precorso nello spettacolo dal vivo che tocca anche la danza.
TEATRO
il 21/04/2012

Nuova stagione per il Teatro Ventidio Basso di Ascoli. Fino al 21 aprile 2012.

 
Il Teatro Ventidio Basso sul solco di una gloriosa tradizione si appresta ad inaugurare una nuova, entusiasmante e ricca stagione di spettacolo dal vivo promossa dal Comune di Ascoli Piceno, dall’AMAT e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

MUSICA
del 27/07/2011

Immobilità. La teoria dei piccoli movimenti. Canalizzare l’energia. Cos’è l’energia? Immaginiamo processi biologici, carboidrati che si trasformano in carburante.

MUSICA
del 26/07/2011

Quando si ha davanti un quartetto di tale peso artistico lo spazio, seppur monumentale quanto autorevole, passa in secondo piano. E’ questa l’impressione che ho provato ieri sera al Teatro della Fortuna di Fano quando JOHN MCLAUGHLIN, dopo le presentazioni, ha acceso la macchina musicale.

TEATRO
del 28/01/2011

Appena sentito che a teatro ci sarebbe stata la messa in scena de I promessi sposi, mi sono chiesta come fosse possibile rendere la complessità dell’opera senza sminuirne il senso.


Come era possibile rendere la molteplicità dei luoghi, dei personaggi e dei contenuti manzoniani?


E che voleva dire i promessi sposi alla prova?

TEATRO
del 28/01/2011

Recensione dello spettacolo del 10 dicembre 2010 al Teatro Sanzio di Urbino.

Tra la variegata gamma dei personaggi boccacceschi del Decameron, il regista ha scelto Masetto, umile popolano che s’improvvisa contadino di un convento femminile per potersi approfittare delle ingenue sorelle dedite alla preghiera e alla penitenza. Feroce, come sempre, la sferzata polemica del poeta nei confronti di una religiosità ipocrita, svuotata del primitivo valore e di pura convenienza.

SOCIETÀ
del 09/07/2010

Appello per un' Alternativa Energetica...

Aderiamo all'iniziativa...

TEATRO
del 04/03/2010

Gabriele Lavia ha presentato la sua versione della commedia di Shakespeare
al Sanzio di Urbino.

Gabriele Lavia con il suo “Molto Rumore per Nulla” rivisita la commedia Shakespeariana adottando una forma teatrale simile alla commedia dell’arte, sia nello stile recitativo che nel rapporto tra attori e pubblico.

SOCIETÀ
del 27/01/2010

A24020. Elisa Springer, mi aveva mostrato il suo sottile avambraccio sinistro. A24020, inciso sulla pelle, inchiostro blu, caratteri piccoli. Un numero indelebile. «Questo era il mio nome ad Auschwitz. E’ come se continuassi a vivere lì. Non eravamo persone. Ci chiamavano pezzi».

MUSICA
del 17/06/2008

Cos'è per te la musica?

Da una domanda banale, una video inchiesta.

iscrizione newsletter
Copyright © 2012 - Powered by mediastudio