Joe Locke e la sua lunga storia d’amore; per la polifonia. Una forte capacità espressiva che emozionando non lascia scelta all’ascoltatore.
Che venga considerato il più grande vibrafonista contemporaneo poco importa, la musica può essere utile a raggiungere uno specifico individuale obiettivo: cambiare umore.
Composizioni, arie, di una sublime vitalità ispirate all’amore e dall’amore generate. Una passione forte per uno strumento, il vibrafono, tanto etereo quanto fortemente ancorato alla materia, al metallo. Capace di generare suoni che agiscono sulla psiche, riverberando nei timpani, come se la testa fosse una grande cassa di risonanza. Testa nuova, mondo nuovo. Una particolare tecnica strumentale ed la straordinaria umiltà sul palco fanno di questo vibrafonista un elegante e espressivo musicista di altri tempi.
Si muove con le bacchette occupando una posizione centrale, lascia il palco quando sono i suoi compagni a cimentarsi negli assoli. Joe Locke guida il quartetto con il primo Rodrigez al pianoforte, che pettina i tasti morbidamente come se volesse accarezzare una bella donna dagli occhi lucidi d’amore e passione. L’altro Rodrigez al contrabbasso, nessun legame di parentela fra i due, è morbido nel tessere tappeti armonici, delicato e composto nelle improvvisazioni. La batteria è manovrata agevolmente da Terreon Gully.
La musica di Joe Locke, estratta quasi totalmente dall’ultmimo lavoro “Force of Four”, registrato circa un anno e mezzo fa, ha poco di jazz e molto di musica e basta.
E’ jazz contemporaneo, molto armonico, costruito secondo schemi della musica esatta dove il vibrafono imbastisce i suoni principali e chiede sostegno, nelle fioriture ritmiche e armoniche, ai tre compagni di avventura. Un aiuto che arriva puntuale ed espande, rende ritmico e lega al presente la musica senza tempo di Joe.
Ma torno al mio obiettivo, quello di cambiare umore. Ognuno di noi ha sempre due possibilità, che racchiudono le altre, per cambiare umore: decidere di cancellare, distruggere o al contrario di generare, creare, costruire.
Beh, non ho avuto scelta, questa sera ero entrato con l’intenzione di distruggere e con Joe Locke, ho costruito. Viva la musica!
Voto: 10/10