Il secondo disco degli Esperia, rifinito a mò di fumetto dal bravissimo Marco “Gufo” Amantini, è un prezioso oggetto da custodire negli armadi legnosi e polverosi del rock italiano d’autore.
Questo album, dal titolo “l’odore di vita” trasuda una necessità artistica che si concretizza nell’attuazione di un progetto ben specifico: rendere più forte l’ascoltatore trasmettendo dell’idea stessa della felicità.
Ma cos’è la felicità? Quando il nostro essere è non diverso dal nostro apparire allora noi siamo liberi.
Liberi di essere presenti nel presente.
Ma cos’è il presente? Qualcosa che non esiste perché quando cerchiamo di afferrarlo è gia passato. Se proviamo ad immaginarlo si colloca , per sua natura, nell’immediato futuro. Faremmo tuttavia un grosso errore nel credere il presente sia solo un’illusione. Se fossimo così stolti non avremmo la possibilità di spogliarci dalle nostre corazze.
Proprio come fa la farfalla: si libera e si concede al mondo aleggiando nella sua bellezza, così gli Esperia con la loro musica ci portano in profondità, alla scoperta delle zone nascoste dell’io, laddove, in piena coincidenza tra noi e il mondo, tra l’essere e l’apparire nasce una momentanea cessazione del non essere: la felicità.
8.5 Stefano Mauro – Territoriomusicale.it
Voto: 8/10